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UN'ALIMENTAZIONE DI BENESSERE: EQUILIBRIO TRA MACRONUTRIENTI E MICRONUTRIENTI

Un’adeguata assunzione dei principi nutritivi non si realizza soltanto attraverso l’attenzione ai macronutrienti, cioè carboidrati, proteine e grassi, ma anche un’idonea e personalizzata micronutrizione, che proponga una scelta mirata di sali minerali, vitamine e fibre, largamente presenti in frutta e verdura, è consigliabile nel nostro cammino di benessere possibile. Scegliere il giusto cibo costituirà un’esperienza che andrà ad innescare una serie di meccanismi metabolico-ormonali che contribuiranno ad una nuova visione della vita. Superare l’astenia causata da un’errata alimentazione, perdere l’adipe in eccesso, ci porterà a superare quelle sensazioni di inadeguatezza e di bassa percezione-accettazione del nostro stato fisico che molte volte bloccano la nostra vita affettiva, sociale e lavorativa. Il fisico ora sarà preparato ad accettare anche l’attività fisica che davvero, assieme a tutto il resto, innescherà il volano del benessere.

 

È fondamentale che la quota quotidiana di carboidrati risponda al requisito di realmente integrale, sia nel senso dell’uso di farine integrali 100% biologiche ( di kamut, farro, frumento, orzo, ecc). sia nell’introduzione quotidiana di chicchi e grani veri e propri. Frutta e verdura rappresentano nel percorso di benessere, gli unici carboidrati semplici che per di più costituiscono uno splendido ausilio per la micronutrizione. Un’adeguata quantità di proteine giornaliere ci assicura un equo supporto per l’apparato muscolare ed il sistema immunitario. Sarà opportuno inoltre scegliere quanto più possibile proteine magre, privilegiando il consumo di pesce fra quello più ricco di acidi grassi omega 3 Epa e DHA, assieme a una buona dose di proteine vegetali provenienti dalla soia e dal consumo giornaliero di frutta secca quali noci, mandorle e arachidi e dall’olio di lino che sostituirà in parte gli omega 3 contenuti nel pesce. Nell’ambito del rapporto lipidico è necessario operare una rigida selezione scartando i grassi saturi  (carni eccessivamente grasse, alcuni tipi di insaccati, burro e panna soprattutto se sottoposti a cottura) scegliendo nell’uso di grassi monoinsaturi integrati dai polinsaturi. L’olio extravergine di oliva, le olive, le mandorle, le noci e le nocciole, colonne della cultura mediterranea, rappresentano fonti lipidiche elettive con cui “condire” un piano alimentare apportatore di benessere.

 

Secondo diverse tradizioni la frutta rappresenta la migliore fonte di vitamine grazie a tutti i fattori covitaminici in essa presenti: chi ne mangia avrà perciò esigenze di integrazione decisamente inferiori. Se pensiamo allo scarso valore biologico che caratterizza i cibi odierni (dalle carni ricchissime di grassi saturi, ai pesci di allevamento che non si nutrono di certo come in natura, alla frutta povera di vitamine) è chiaro come per quanto si possa mangiare correttamente in termini di macronutrizione, non riusciremo così facilmente a farlo in termini di micronutrizione. Dato per scontato ed accettata la necessità di consumare 5 porzioni giornaliere fra frutta e verdura, risulta vantaggioso in particolari momenti dell’anno (cambio di stagione, esasperate condizioni climatiche, picco influenzale ecc) integrare con una corretta e personalizzata micro nutrizione l’alimentazione quotidiana per la durata di almeno 3 settimane consecutive per due cicli l’anno.

 

Inoltre, il consumo di frutta e verdura e l’integrazione di alcuni tipi di minerali e vitamine, risulta molto utile nel riequilibrio del PH. Abbiamo osservato nell’ambito della cronobiologia come il nostro corpo riesca a ripristinare l’alcalinità del PH nella fase di rigenerazione (dalle 20 alle 4 del mattino). E’ vero però che ciò avviene tanto più facilmente quando i ritmi biologici vengono rispettati. Ma gli impegni e lo stress dell’esistenza di un occidentale medio, che abiti in una città medio-grande, spesso disattendono tali ritmi. Ne deriva una variazione del PH tissutale da valori alcalini a valori acidi. Per alcalinizzare i nostri tessuti è consigliabile perciò ricorrere quotidianamente ad un’alimentazione mirata, ove frutta e verdura ricevano ampi spazi come alcalinizzanti d’elezione. Non mi stanco mai di ripetere che il cibo è il miglior farmaco e che ad esempio spesso il trauma muscolare, tendineo o cartilagineo è peggiorato da un’eccessiva acidosi tissutale che va a contrastare una rapida soluzione. Assumere capsule, perle, gocce, far uso di gel e pomate, cerotti antinfiammatori (costosissimi!), avrà un valore temporaneo e solo di pseudo-risoluzione del sintomo se non si adotterà un’alimentazione alcalinizzante che predisporrà il corpo alla risoluzione dell’infiammazione. Tra l’altro il corpo, autogovernandosi, non porterà all’improvvisa scomparsa del sintomo, il cui valore è grande nel rammentare il bisogno di riposo e tranquillità che dovrebbe accompagnare sempre la convalescenza di uno stato infiammatorio (anche questa è cronobiologia).

 

Altro grande problema dei nostri tempi è rappresentato dai disagi causati dai ristagni linfatici e dal soprappeso. Essi si giovano chiaramente di un’alimentazione adeguata che comprenda un’integrazione anche di calcio e magnesio, ottimi attivatori del metabolismo e regolatori della glicemia. Possono inoltre essere alleviati sinergicamente dall’ausilio di determinati fitoterapici quali la linfa di betulla, l’ortica, il mirtillo nero, la vitis vinifera, ma il substrato che a mio parere dovrebbe essere riequilibrato in primis è quello del livello epatico-biliare, sostenendo un ciclo depurativo con ad esempio, il “dolce” e troppo spesso trascurato cardo mariano rinforzato da tarassaco, bardana e carciofo (coadiuvati da curcuma e zenzero in assenza di litiasi biliare). È inutile combattere il soprappeso se gli organi emuntori sono intasati di tossine, e se in luogo dell’eubiosi intestinale riscontriamo resistenti disbiosi, complici della disfunzione di candide e colonie micotiche patogene. Perciò ad una detossificazione della funzionalità epatica va affiancata una pulizia del colon, attraverso un uso ciclico e prolungato di fermenti lattici, privi di zucchero e lattosio, e ricchi di ceppi batterici attivi rinforzati da probiotici, non solo transienti, ma in grado di sviluppare colonie che vadano a rinforzare la flora batterica fiaccata dai continui e molteplici stress a cui siamo sottoposti.

 

L’intestino rappresenta davvero una regione troppo poco considerata; l’80% del nostro sistema immunitario vi risiede, come una tela di fisarmonica presenta delle pliche che hanno la funzione di ampliare la superficie di assorbimento dei cibi. Il cibo non passa tra le cellule come in un colapasta, ma scorre attraverso le pareti delle cellule stesse in modo tale da permettere alla membrana di selezione di ciò che deve (nutrimento) e ciò che non deve mai entrare (batteri, molecole proteiche troppo grandi). Che meccanismo meraviglioso e “naturale”, una struttura aperta e chiusa al tempo stesso! E quanto i fattori ambientali culturali e sociali che pesano sulla nostra psiche, reprimendo l’istinto così vivo in un organo “naturalmente” intelligente come il colon, disturbano e sconvolgono il “naturale” funzionamento di quest’eccezionale ponte fra energie “alte” e energie “basse”, di questa alchemica macchina che trasforma il grezzo, il pesante in un’energia spendibile? La domanda è quanto mai retorica, lo dimostrano del resto le frequentissime diagnosi di “sindrome da colon irritabile”, curate ancora una volta, spesso, solo con la repressione della sintomatologia (taciteremmo con la stessa violenza un grido di dolore prodotto dal nostro cervello).  E’ inoltre assai frequente il caso di persone con forme di stipsi grave che diviene appena accettabile a prezzo dell’uso frequente di potenti lassativi. Ancora una volta zittiamo il sintomo e lo risolviamo forzando il ciclo biologico.

 

 

Un regime migliore per una salute migliore

Assumere quotidianamente da 6 a 18 gr di vitamina C

Assumere quotidianamente 400, 800 o 1600 UI di vitamina A

Assumete quotidianamente integratori minerali che forniscano al vostro organismo 100 g di calcio, 18 mg di ferro, 0,15 mg di iodio, 1 mg di rame, 25 mg di magnesio, 3 mg di manganese, 15 mg di zinco, 0,015 mg fi molibdeno, 0,015 mg di cromo e 0,015 mg di selenio.

Diminuite l’assunzione di zuccheri (saccarosio, zucchero grezzo o miele) ; non aggiungete zucchero a tè o caffé ed evitate cibi troppo ricchi di zucchero e bevande dolcificate.

Mangiate ciò che vi piace ma sempre con moderazione. Privilegiate l’assunzione di frutta e verdura.

Bevete molta acqua.

Siate attivi e fate del moto

Non fate mai sforzi fisici superiori alle vostre possibilità

Bevete alcolici con moderazione

Non fumate

Evitare ogni

forma di stress, fate possibilmente un lavoro che vi piaccia

 

 

Imma Libertino

 

 

 

 


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