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DICEMBRE: FESTIVITA', TRADIZIONI CULTI ANTICHI E MODERNI

Il mese di dicembre ci fa pensare inevitabilmente al Natale, il periodo scelto dalla chiesa per commemorare la nascita del figlio di Dio, proprio nei giorni in cui si festeggiava la rinascita del Sole nei culti pagani. Nell'antica Roma in quel periodo si festeggiavano i Saturnali, festività della religione romana dedicata al dio Saturno e alla mitica età dell'oro e si svolgevano dal 17 al 23 dicembre. I Saturnali iniziavano con libagioni, sacrifici, orge; i partecipanti usavano scambiarsi auguri e doni come facciamo ancor oggi il 25 Dicembre.

 

La festa, dedicata a Saturno quale dio della fertilità, serviva anche ad augurare la fecondità della terra. Inoltre, a causa dell’identificazione di Saturno con il dio greco Crono, patrono della mitica età dell’oro, i Saturnali celebravano anche l’epoca primordiale in cui si riteneva che la proprietà delle terre e dei beni fosse comune e che non esistessero né il lavoro né i conflitti sociali né la guerra. Durante questa festa era ribaltato l'ordine sociale e gli schiavi potevano considerarsi per la durata dei Saturnali degli uomini liberi.

 

Fra gli aspetti più significativi dei Saturnali, possiamo elencare: la libertà concessa agli schiavi di trattare i loro padroni da pari a pari e persino di rinfacciare loro vizi e difetti e di insultarli; la presenza di grandi banchetti cui era consentito a tutti di partecipare, indipendentemente dalla propria estrazione sociale e culturale; le danze, le feste, gli spettacoli e il gioco d’azzardo, solitamente proibito; una certa rilassatezza dei costumi.

 

In questi mesi in campagna i lavori agricoli sono fermi, si raccolgono gli ultimi frutti e negli orti rimangono solo le colture invernali. Possiamo trovare tra la frutta di stagione mandarini, arance, mele, pere, caki, nespole, sorbe, le ultime castagne, mentre tra le verdure cicorie e radicchi, finocchi, cavoli, verze, puntarelle e cime di rapa.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Saturnali"

 

Il mese di dicembre è segnato da un’altra festività importante: Yule, la festa del solstizio d'inverno nella tradizione germanica precristiana, che oggi viene celebrata il 21 dicembre. Yule è anche un termine arcaico per il Natale (con questo significato viene riportato, per esempio, nei dizionari della lingua inglese; il termine appare ancora in alcuni canti natalizi ed è tuttora usato in alcuni dialetti scozzesi). L'etimologia della parola "Yule" (Jól) non è del tutto chiara. Nei linguaggi scandinavi, il termine Jul ha entrambi i significati di Yule e di Natale, e viene talvolta usato anche per indicare altre festività di dicembre. Il termine si è diffuso anche nelle lingue finniche (e indica il Natale), sebbene tali lingue non siano di ceppo germanico.

Non si sa molto sulla festa di Yule nella tradizione norrena. È certo che la celebrazione avveniva durante il solstizio invernale in epoca precristiana.Nonostante vi siano numerosi riferimenti a Yule nelle saghe islandesi, vi si trovano solo pochi e parziali resoconti circa la natura delle celebrazioni. Si trattava comunque di un periodo di riposo e danze, che in Islanda continuò a essere celebrato per tutto il medioevo, fino all'epoca della riforma. Si sa anche che durante la festa avveniva il sacrificio di un maiale in onore del dio norreno Freyr, una tradizione che è rimasta nella cultura scandinava, in cui a Natale si consuma carne di maiale.

Quando i missionari iniziarono la conversione dei popoli germanici, adattarono alla tradizione cristiana molti simboli e feste locali (fu lo stesso Gregorio Magno, tra gli altri, a suggerire apertamente questo approccio alle gerarchie ecclesiastiche). La festa di Yule venne quindi trasformata nel Natale, mantenendo però alcune delle sue tradizioni originarie. Fra i simboli moderni del Natale che parrebbero derivare da Yule compare, fra l'altro, l'uso decorativo del vischio e dell'agrifoglio. Così come gli alberi da frutta, anche i sempreverdi sono un elemento fondamentale delle celebrazioni del solstizio invernale. L'albero sempreverde, che mantiene le sue foglie tutto l'anno, è un ovvio simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l'oscurità dell'inverno. Birra e pane venivano offerti agli alberi in Scandinavia. L'albero di Yule rappresentava la fortuna per una famiglia così come un simbolo della fertilità dell'anno che sarebbe arrivato.

Attualmente, con Beltane e Samhain, Yule è una delle principali festività neopagane. In alcune tradizioni si commemora la morte dello Holly King ("Re Agrifoglio") che simbolizza l'anno vecchio ed il sole al declino, per mano del suo successore, Oak King ("Re Quercia"), che simboleggia l'anno nuovo ed il sole che inizia la sua ascesa. In altre tradizioni si celebra la nascita del nuovo dio Sole, che presenta elementi in comune con l' antica festività Romana del Sol Invictus. Il rituale tradizionale è una veglia celebrata dal tramonto all'alba successiva (la notte più lunga dell'anno) per assicurarsi che il sole sorga nuovamente.

Oggi invece ci accontentiamo di una grande abbuffata e di qualche giro a tombola, seguito dallo scambio di doni forzato e messa di mezzanotte un po’ ipocrita, sovraffollata, perché almeno ci si va una volta all’anno e la coscienza è a posto. Quest’anno offrirò del pane e della birra agli alberi del mio giardino, con profonda gratitudine.

 


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