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TAGLI DEL 50% AL PARCO DEI CASTELLI ROMANI!

Lettera aperta sui tagli al bilancio

al Presidente della Giunta della Regione Lazio, Renata Polverini, e
all’Assessore all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Regione Lazio, Marco Mattei

Riduzione del 50% del bilancio ordinario del Parco dei Castelli Romani

 

Gentile Presidente, Egregio Assessore,
invio questa lettera aperta su specifico mandato del Consiglio Direttivo, per manifestare l’iniquità e la sproporzione del taglio di bilancio in oggetto.

La tutela dei Castelli Romani, territorio protetto da un Parco naturale da oramai 25 anni, si regge su un delicato equilibrio fra i suoi 15mila ettari di territorio e i suoi 350mila abitanti. Un Parco naturale con un così elevato tasso di urbanizzazione, di aziende, di cittadini, di infrastrutture, rende già di per sé le attività di tutela, valorizzazione, difesa della biodiversità e del ricchissimo patrimonio storico, archeologico, naturalistico, un'impresa più complessa rispetto ad altri Parchi, con tutte le problematiche che deve affrontare un Ente Parco istituito - su iniziativa popolare - proprio per garantire a residenti e agli stessi romani una riserva di ossigeno in un territorio verde alle porte della città.

I tagli alla spesa pubblica si inseriscono in un contesto di generale e giusta razionalizzazione, e su questo ovviamente il Consiglio Direttivo dell’Ente concorda, così come siamo favorevoli alla riduzione dei finanziamenti per i Parchi, ma, bilanci alla mano, riterremmo opportuno che siano indirizzati soprattutto verso quei Parchi che negli ultimi anni non hanno saputo investire, hanno fatto poco o nulla per il territorio, o talvolta hanno semplicemente svolto il loro ruolo “esistendo”.

Il Parco dei Castelli Romani, negli ultimi anni, ha lavorato molto, ha formato tanti giovani, per costruire opportunità vere di lavoro grazie all'attivazione di un circuito che muove ogni anno oltre 150mila euro, che vanno ad associazioni locali, operatori turistici, ristoratori e produttori.

Il Parco lavora quotidianamente per la tutela della biodiversità, fonte e garanzia di vita per ciascuno di noi, è impegnato nell'attività antincendio grazie alla quale ogni estate si riescono a salvare dalle fiamme boschi, prati e coltivi. Fra il 2008 e il 2009 sono state alcune centinaia gli ettari di bosco sottratti alle fiamme che, al di là del valore ecologico e paesaggistico, hanno anche un valore economico, basti pensare a tutti i produttori di legname che svolgono la loro attività nei Castelli Romani.

Il Parco non si è limitato solo a investire risorse in modo produttivo e facilmente verificabile da chiunque, ma si è attivato per cercare fondi, come un'azienda privata. La cifra raccolta da sponsor e attività extra è nell'ordine di molte decine di migliaia di euro annui, tutti soldi reinvestiti sul territorio, tutto valore aggiunto a beneficio dei cittadini.

Le conseguenze dei tagli di bilancio, che per il Parco dei Castelli Romani corrispondono al 50% dell'ordinario, produrranno un sostanziale blocco delle attività operative appena descritte. In particolare per “Cose Mai Viste”, il programma di visite guidate del Parco, con le circa 600 visite guidate l’anno e la partecipazione di oltre 10.000 persone; “Terre Latine”, il programma di educazione ambientale per le scuole, con 200 classi coinvolte nelle attività di educazione ambientale; le pubblicazioni della Casa Editrice dell'Ente che hanno divulgato gratuitamente la natura, la geografia, la geologia, la storia del territorio; le Guide didattiche; le carte escursionistiche; i Corsi di formazione per gli operatori delle associazioni locali; i Corsi divulgativi, non potranno più svolgersi.

E attenzione, in questo modo non si bloccano solo le iniziative di promozione culturale che il Parco propone e organizza, ma tutto l’indotto, per centinaia di migliaia di euro ogni anno. Le attività di promozione del Parco, infatti, producono un effetto moltiplicatore per le ricadute economiche sul territorio. Per le mancate risorse impegnate per le visite guidate, significa che per ogni investimento di 1.000 euro che verrà cancellato non ci sarà più un ritorno stimabile in 10.000 euro sul territorio (ristorazione, ricettività turistica in generale, guide turistiche, trasporti). Coloro che vengono al Parco grazie alle iniziative dell'Ente quasi sempre fanno colazione e pranzano sul territorio, acquistano gadget, prodotti tipici, scoprono l'esistenza di agriturismi, feste e sagre, alberghi e musei che potranno tornare a visitare, alimentando un meccanismo a basso impatto per l'economia sostenibile di questo territorio.

Di esempi ne possiamo fare ancora tanti, qui però interessa chiedere che siano attuate scelte politiche, per un approccio diverso alla logica dei tagli operata dall’assessorato all’Ambiente regionale.

Gli Enti che sono stati in grado di dimostrare di aver prodotto servizi di qualità dovrebbero poter continuare a svolgere quello che è, semplicemente, il motivo della loro esistenza. Gli Enti che non sono in grado di investire e di lavorare con profitto sul territorio e per i cittadini, gli Enti che non sanno cosa farsene di ulteriori fondi, è giusto che vedano ridotto il proprio bilancio, perché gli sprechi non devono essere più consentiti.

Molti lavori di pubblica utilità appaltati nei mesi scorsi dal Parco dei Castelli Romani, in seguito alle disponibilità del bilancio del Parco approvato formalmente dalla Regione Lazio, oggi risultano non liquidabili per i mancati trasferimenti dalla stessa Regione. Pertanto le imprese che hanno già iniziato le opere sono ferme da tempo, con grave danno economico e occupazionale.

Togliere a tutti indiscriminatamente è un'operazione falsamente equa, che deprime la democrazia, che ignora il motto di don Milani per cui “niente è più ingiusto che far parti uguali fra disuguali”. Soldi dati e inutilizzati da un lato, soldi tolti a chi li sa investire dall'altro. Non è un sistema che può funzionare, non è all'altezza di una politica che vuole interpretare e soddisfare le richieste del territorio, non crediamo sia questo il significato della logica del merito, della valorizzazione delle eccellenze e dei tagli agli sprechi.

I Castelli Romani aspettano risposte e maggiore attenzione per una realtà operativa consolidata, che rischia di collassare da un momento all'altro. Siamo disponibili a presentare tutto il nostro lavoro; a dimostrare, numeri alla mano, che sui Castelli Romani molto è stato davvero fatto e si potrebbe ancora fare, da chi sarà designato a proseguire su questa linea amministrativa.

In attesa di un cenno di riscontro si inviano cordiali saluti,

il presidente
ing. Gianluigi Peduto


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