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LE MAGICHE SONORITA' DEL CANTO ARMONICO - INTERVISTA A MAURO TIBERI

Mauro Tiberi è musicista, ricercatore e trainer vocale, studioso di fenomenologia del suono, biomusicologia e di comunicazione intuitiva. Tra le altre cose insegna ciò che viene chiamato “Canto armonico”, un tipo di canto che esiste nelle culture popolari e tradizionali di tutto il mondo. Abbiamo chiesto a Mauro di raccontarci un po’ di questa affascinante disciplina.

 

D. Puoi spiegarci cos’è il canto armonico?

Il canto armonico è conosciuto nel mondo come quella tecnica di sdoppiamento della voce che permette di produrre simultaneamente più note. Per me canto armonico è più un concetto legato alla filosofia da Pitagora in poi, che cerca di trovare la risonanza tra tutte le cose. In India se ne parlava già forse in tempi precedenti a Pitagora, il  primo che ne diede una teoria in occidente. Secondo lui dall’Universo scaturisce una vibrazione e tutte le cose – essere umano per primo – devono essere sintonizzate con quella vibrazione e collocarsi all’interno di questa gamma vibratoria presente ovunque; l’essere umano deve relazionarsi, comprendere e cantare tutto ciò che questa vibrazione fa nascere. Tutto ciò che è udibile nasce da questa vibrazione. Essenzialmente vivo il canto armonico come una filosofia dell’essere in armonia e in risonanza con tutte le creature del cosmo. Quando pratico il canto armonico o il canto in generale devo trovare la risonanza nel mio corpo per far sì che la voce mi dia il massimo del piacere e dei benefici. Però è di determinante importanza anche come questa risonanza si colloca nello spazio che la accoglie. Se io sono dentro una stanza devo entrarvi in risonanza; questa ha delle mura che hanno un’energia, una vibrazione diversa a seconda del materiale: cemento, roccia, legno. Devo cercare di trovare questo punto di contatto tra il mio interno che genera questo suono e lo spazio che lo accoglie. La cosa cambia quando ci troviamo di fronte a un gatto ad esempio, o a un’altra persona. Devo perciò riuscire a creare dei legami “armonicali” che nascono dalla vibrazione del silenzio che quel gatto o quella persona producono e cercare così una sorta di rapporto di empatia. Per me il canto armonico è questo. Il fatto poi di riuscire a sdoppiare la voce e a produrre degli effetti che non sono altro che la concentrazione energetica del nostro corpo e della nostra mente all’interno di alcuni ipertoni che danno questo effetto di suono simile a flauto, o suoni cristallini, talvolta metallici che sembra quasi non scaturire dal corpo del cantore, quello è soltanto una conseguenza di ciò che si è sperimentato, della disciplina che si è praticata nel riuscire ad udire non solo con l’orecchio ma anche con tutto il corpo la risonanza delle altre materie e degli altri corpi. Una cosa importante è che nel momento in cui noi pratichiamo il canto armonico dobbiamo cercare di captare la vibrazione di base del nostro corpo (che è il nostro microcosmo), prenderne coscienza ed armonizzarla col macrocosmo e far nascere il nostro canto da questa. Quando parlo di vibrazione parlo di una cosa reale. Se noi ci mettessimo in una stanza dove non penetra alcun suono, avvertiremmo subito un paio di suoni che nascono dal proprio corpo; uno è basso, è il suono del sistema circolatorio, letteralmente del sangue che scorre nelle vene. Un altro è una specie di sibilo che avvertiamo nelle orecchie, collegato al sistema elettromagnetico del cervello, più acuto, che viene definito suono del sistema neuro-vegetativo. Dobbiamo imparare a prendere coscienza di questi due suoni, armonizzarli, e da lì far nascere tutte le azioni del nostro corpo. Sembra qualcosa di estremamente complicato, ed invece è piuttosto semplice da attuare. Quindi il canto armonico nasce da questi due aspetti: il benessere in noi nasce dall’armonizzazione di questi due suoni e quindi di questi due grandi sistemi all’interno del nostro corpo. Il fatto poi che si possa fare della musica da questo canto armonico è secondario; rifacendoci alla definizione di musica degli antichi possiamo arrivare a capire cos’è il canto armonico. Boezio divideva la musica in musica mundana: la musica delle sfere, del cosmo, degli atomi; in musica instrumentalis , che era la musica suonata e cantata, sia profana, per intrattenere, sia sacra; e in musica humana, che era il suono che scaturisce dal corpo di una persona quando è in armonia con se stessa; questo suono non è necessariamente cantato ma è più una percezione che abbiamo quando siamo in presenza di una persona che sta bene, che riesce a trasmettere intorno a sé armonia; questa persona è una “portatrice sana di armonia” e di questo ne beneficia tutto ciò che le sta intorno: dalle altre persone, agli animali, alle piante, all’ambiente o gli ambienti in cui gravita.

 

D. Quale origine ha il canto armonico?

Il canto armonico si trova in tantissime culture: credo sia nato con l’essere umano, perché si trova in tutte le culture popolari del mondo. Quando la musica non aveva sviluppato caratteristiche tecniche ed estetiche come ai giorni nostri, il suono era qualcosa di molto elementare; non si suonava quindi sulle note ma all’interno della nota; all’interno di un unico suono si cercavano le possibili sfumature; ed ecco quindi gli armonici e da questo punto nasce il canto armonico. Studiosi francesi hanno individuato alcune forme di canto armonico in Sud Africa. Quello più conosciuto è il canto armonico dei monaci tibetani e dei cantanti mongoli o siberiani, che ne fanno un uso davvero pirotecnico arrivando a vertici altissimi. Si trova anche in Sardegna nei canti dei Tenores. Io presumo che il canto armonico sia qualcosa di veramente primitivo ed ancestrale la cui origine si perde nella notte dei tempi.

 

D. Ma allora non esiste una tecnica di canto armonico, visto che si raggiunge spontaneamente dopo aver cercato e trovato la risonanza col proprio corpo e con il resto del cosmo?

Esistono degli esercizi per portare agli armonici. Se si vocalizzano ad esempio le vocali E, I e U lentamente, si arriverà a formare gli armonici. Dopodichè avviene  quella tecnica specifica che permette di modulare e di cantare soltanto gli ipertoni. Con molta fantasia, dedizione e ascolto interiore si può imparare da soli ad acquisirla. I benefici si ottengono solo con la pratica.

 

D. Quali sono i benefici del canto armonico?

Il canto in generale dà dei benefici, poiché cantando sviluppi e approfondisci la respirazione in modo sempre più consapevole. Il canto armonico si basa su pochi suoni, quindi si concentra in modo particolare sul respiro. Nel momento in cui si pratica il canto armonico senti ed esplori i canali energetici del tuo corpo e vedi come questa energia diventa tangibile a livello sonoro; ci vuole molta concentrazione e in questo senso trovo dei forti legami con il Raja Yoga. Nel momento in cui si pratica il canto armonico si può avere un’esperienza di identificazione totale con il suono; in quel momento sei il suono che stai producendo e che pervade tutto il corpo e tutta la mente; si azzera l’attività dei pensieri. Il canto armonico è una tecnica di sviluppo della mente e può diventare una forma di meditazione altissima.

 

 

Anna Zilli

 

 

 


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