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LA VACANZA STA NELLA MENTE

Luglio e agosto, più di ogni altro mese dell’anno, sono i testimoni delle vacanze estive, durante le quali milioni di persone, almeno nel nostro paese ma anche in molti altri – dell’Europa e delle altre nazioni benestanti, s’intende – migrano in posti diversi, soprattutto località balneari più o meno esotiche o luoghi di montagna. È questo uno dei pochi rituali rimasti a noi figli dell’occidente moderno, in una società schizofrenica senza più nulla di sacro. Perché andiamo in vacanza? Questo fenomeno d’altronde non ha una storia proprio lunga, a ben guardare. Un secolo fa non ci si pensava nemmeno, a meno che non fossimo nobili o appartenenti al ceto dell’alta borghesia…ovviamente i motivi sono molti. L’estate fa venire voglia di evasione, soprattutto di stare all’aria aperta, a contatto con la natura, col mare, con i prati, con le montagne, visto che le temperature finalmente lo consentono, e il nostro corpo sente il bisogno dopo i lunghi mesi invernali di esporsi all’aria calda e ai raggi del sole. È chiaro che le vacanze sono diventate quasi un bisogno primario se si pensa che ci siamo costretti a vivere e a lavorare in città piene di smog, macchine, rumori, appartamenti e uffici di cemento, con aria condizionata o riscaldamenti, luci al neon e aria viziata. Evadere diventa un dovere, oltre che un bisogno…senza pensare alle condizioni in cui viviamo, ad alto contenuto di stress: fretta, viaggi assurdi in macchina o sui mezzi pubblici, sovraffollamento, tensione, alimentazione sbagliata e frettolosa, corse e troppi impegni, le giornate che non bastano mai per fare tutto…ed ecco la vacanza, una meta da raggiungere, come un miraggio, per continuare a respirare e per tirare un sospiro di sollievo!

Ma perché ci siamo ridotti a tutto questo? Senza pensare che poi molte persone si indebitano per andare in vacanza e che la vacanza diventa un ulteriore motivo per consumare sempre più, sempre più spietatamente e con leggerezza…allora, perché ci siamo ridotti a tutto questo?

Per assurdo le vacanze ci fanno rendere conto del fatto che è arrivata l’estate, e sono dunque diventate uno dei pochi segnali di cui ci accorgiamo che scandisce il passaggio delle stagioni (un altro sono le vetrine dei negozi di abbigliamento e di accessori che ce lo ricordano con largo anticipo!). Come si viveva senza vacanze, non tanto tempo fa? Si viveva innanzitutto ad un ritmo diverso, senza fretta e senza le pressioni a cui siamo sottoposti oggi e quelle a cui ci sottoponiamo volontariamente. Si viveva in modo più parco, poiché non avevamo l’incredibile disponibilità di denaro che abbiamo oggi – e che, si dice in giro (mah!) non basta mai, e perché non eravamo ancora adoratori militanti e recidivi del dio denaro, per cui veramente faremmo qualsiasi cosa. Eppure basterebbe riflettere un attimo per capire ciò di cui abbiamo veramente bisogno e quello che non è necessario, ma solo un capriccio in più. Se le vacanze estive sono uno dei pochi momenti che ci concediamo di svago e di relax, cerchiamo veramente di farne tesoro e cerchiamo di riposarci fisicamente e mentalmente; concediamoci piaceri che con la nostra vita frenetica non riusciamo a fare: leggere un buon libro, fare una passeggiata nel bosco, o un giro in bicicletta intorno al lago, o una corsa sulla spiaggia. E cerchiamo di capire e di abituarci all’idea che la vacanza potrebbe essere vissuta non solo l’estate, ma anche durante la settimana, semplicemente rinunciando alla corsa folle alla quale abbiamo sottoscritto, ai mille impegni che abbiamo per riempirci la vita e per sfuggire alla noia e alla solitudine – che sono condizioni mentali – e a concederci spazi e tempi per quelle cose che rimandiamo alle due settimane l’anno e che sono invece vitali per noi e per il nostro benessere fisico e mentale. Cerchiamo di sviluppare un rapporto sano con noi stessi e di intraprendere un percorso che ci permetta di fare quello che più amiamo nella vita, e vedremo che anche la corsa al miraggio vacanza potrebbe essere un’ altra di quelle cose non necessarie di cui la nostra società consumistica abbonda. E cerchiamo di ricordarci dei nostri fratelli animali, non abbandoniamoli perché per loro le vacanze non esistono, tutti i giorni per loro sono vacanza, specie quando possono essere accanto a chi amano!

Anna Zilli

 

 


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